7 aprile 2011

Vinitaly, ma gli italiani amano ancora il vino?


Crisi dei consumi interni, impennata dell'export e nuove opportunità sul mercato asiatico. Sono questi i temi sotto la lente di ingrandimento diVinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, che si è aperto oggi alla Fiera di Verona.Mentre l'export italiano cresce, prosegue il calo dei consumi interni: dai 100 litri pro capite degli anni Settanta ai 45 litri del 2007 fino ai circa 40 litri a testa di oggi; un trend destinato, secondo le previsioni, a diminuire ulteriormente entro il 2015. 
Per questo Vinitaly ha lanciato, nell'ultimo mese, un sondaggio volto a capire le ragioni che hanno portato il Paese leader per produzione a fare i conti con un'apparente disaffezione degli italiani verso il vino.

"Ma gli italiani amano ancora il vino? Le ragioni del consumo interno". Così, nei bilanci di tre anni, le cantine hanno superato la grande crisi" sarà il tema del primo focus di Vinitaly con la ricerca Axiter/Confcommercio in collaborazione con il Laboratorio delle Imprese del Banco Popolare (ore 15.30 Sala Stampa, 2° piano Palaexpo). Sotto analisi le ragioni della contrazione dei consumi interni, le strategie da adottare per riconquistare il pubblico e gli strumenti economico-finanziari indispensabili per consolidare la posizione in un mercato sempre più globalizzato e in preda alle tensioni della finanza internazionale. Se da una parte i consumi interni segnalano una certa sofferenza, dall'altra è il mercato internazionale a riservare al vino italiano performance da vero e proprio boom e ulteriori opportunità di posizionamento e crescita per il Made in italy enologico.

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