12 settembre 2011

Pesticida vietato nel pane in due scuole a Genova

Quasi la metà (45%) del pane in vendita in Italia è ottenuto con grano proveniente da altri Paesi anche extracomunitari dove è possibile utilizzare prodotti vietati in Europa che mettono a rischio la salute. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la denuncia di Altroconsumo sulla presenza di pane contaminato da tracce di Dichlorvos, un pesticida vietato in Europa, in due scuole di Genova. E' importante estendere l'attività di controllo, ma occorre a garanzia dei consumatori e dei produttori estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime impiegate in tutti gli alimenti, a partire dal pane e dalla pasta.
L'esigenza di conoscere la provenienza del prodotto - spiega la Coldiretti - scaturisce dalla considerazione che nel nostro Paese entra grano proveniente da Paesi extraeuropei nei quali le norme di produzione sono molto meno rigide delle nostre. Il rischio è che arrivi sul mercato - come purtroppo sembra accaduto - una coltivazione trattata con fitofarmaci messi al bando in Europa perché pericolosi, ma utilizzati in altri paesi. Un rischio che riguarda molti prodotti in un Paese come l'Italia con un forte flusso di importazioni agricole ed alimentari dall'estero. Con l'inizio dell'anno scolastico 2011/2012 - continua la Coldiretti - sono almeno 1,5 milioni i bambini che ogni giorno pranzeranno in mensa dove per fortuna quest'anno è aumentata l'offerta di pasti con cibi di stagione, locali e a chilometri zero. Una tendenza sollecitata nelle linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero della Salute dove si invita a considerare "la varieta' e la stagionalita' dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni".

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9 settembre 2011

Manovra: Cia, è iniqua, farà calare i consumi

"Una manovra iniqua, inefficace e confusa che portera' solo a un ulteriore drastico calo dei consumi e a nuovi pesanti oneri per gli italiani chiamati a sacrifici che risulteranno inutili". Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, boccia il maxi-emendamento passato al Senato con voto di fiducia. "E' assurdo - spiega Politi - che il governo su una materia cosi' importante per il Paese ricorra nuovamente al voto di fiducia; in questo modo s'impedisce un dibattito democratico e si esautora il ruolo stesso del Parlamento che nel dettame costituzionale e' chiamato a svolgere una funzione sovrana". Quanto alla manovra, per il presidente si e' pensato solamente a tagliare, senza avere alcuna delle indispensabili misure per la crescita, cosi' per le imprese, in particolare quelle agricole, si allontanano sia sviluppo che competitivita' con riflessi gravosi per l'intero Paese.
Politi, in particolare, mette sul banco degli imputati innanzitutto l'aumento dell'Iva dal 20% al 21% che avra' ripercussioni negative per tutti consumi delle famiglie italiane, con un calo dell'1,5-2%. "L'Iva maggiorata - avverte il presidente della Cia - allontana la crescita e deprime i consumi, e' un aumento che andra' a sommarsi ai rincari delle materie prime, in particolare il petrolio, e questo certo non e' un buon viatico".

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Al via la XIV edizione del Festival del prosciutto di Parma

E' tutto pronto per il via al Festival del prosciutto di Parma con l'inaugurazione prevista per venerdi' 9 settembre alle 18.30 a Langhirano. Fino al 18 sono in programma, nei 13 comuni della zona di produzione, decine di iniziative tra gastronomia, spettacoli, mostre, convegni, presentazioni di libri, sport, escursioni e visite guidate. Oltre a Langhirano sono coinvolti Parma, che ha allestito un 'teatro del Prosciutto di Parma' in piazza Garibaldi, Calestano, Collecchio, Corniglio, Felino, Lesignano Bagni, Montechiarugolo, Neviano Arduini, Sala Baganza, Tizzano, Traversetolo e Varano Melegari.

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6 settembre 2011

Le Frisone sono meno fertili e gli allevatori vanno in crisi

La fertilità delle bovine di razza Frisona rappresenta da alcuni anni uno dei maggiori problemi che gli allevatori devono affrontare nelle loro stalle. Un problema che fa a pugni con una genetica e una produzione di latte ai massimi livelli sia per quantita' che per qualità, ma che ricade come un macigno sulla redditivita' aziendale.
"Ci troviamo di fronte a una situazione che oggi puo' essere considerata molto grave - afferma Alessandro Fantini, veterinario di Perugia, uno dei massimi esperti nazionali di fertilita' bovina. Nel solo 2010, il milione e 100mila bovine controllate dall'Aia (Associazione Italiana Allevatori) hanno evidenziato un periodo medio di lattazione pari a 198 giorni, quando il valore ideale dovrebbe corrispondere a circa 156 giorni. In pratica, entro 100 giorni dal parto la bovina dovrebbe rimanere gravida; in realta', causa la scarsa fertilità, l'intervallo oggi e' di circa 180 giorni. Troppi, per animali che potrebbero esprimere un potenziale ben diverso, in grado di assicurare agli allevatori una maggiore redditività".



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5 settembre 2011

Cia: "Le vendite alimentari ristagnano e il carrello della spesa è sempre più vuoto"


Le vendite sono ferme, le famiglie "tagliano" e le borse della spesa languono. In particolare i consumi alimentari registrano una variazione nulla sia a livello congiunturale che tendenziale, rimediando solo un aumento dello 0,2 per cento nel complessivo del primo semestre 2011: un "rialzo" talmente leggero che non serve neppure a coprire le perdite subite nel triennio precedente. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall'Istituto nazionale di statistica.
Gli italiani, quindi, continuano a tirare la cinghia -spiega la Cia- e a tavola ricercano la promozione e il prezzo più basso, risparmiando anche sulla qualità. Tanto che anche a giugno l'unica tipologia commerciale che resta su valori moderatamente positivi è il discount, con un incremento annuo dell'1,5 per cento. All'opposto, gli ipermercati crollano al meno 1,7 per cento, le botteghe di quartiere al meno 1,5 per cento e i supermercati devono accontentarsi di un misero più 0,4 per cento.
Ma la "cura dimagrante" al carrello della spesa è evidente anche guardando i dati sulla domanda domestica nei primi mesi del 2011: calano drasticamente -ricorda la Cia- i consumi di frutta e agrumi (meno 8,7 per cento), pesce (meno 7,5 per cento), pane (meno 7,1 per cento), latte e formaggi (meno 6,3 per cento), carne rossa (meno 5,1 per cento).