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26 ottobre 2011

Bon Jovi apre un ristorante solidale senza prezzi sul menù

La rockstar americana Jon Bon Jovi e signora si danno alla cucina e alla beneficenza, aprendo un 'ristorante solidale' a due passi dalla Grande Mela. Dopo aver mangiato nei migliori ristoranti del mondo, infatti, la rockstar ha deciso di dare il suo personale contributo a sostegno dei piu' bisognosi. ‘The Soul Kitchen' ha aperto i battenti in New Jersey e, come lo stesso artista tende a specificare, non si tratta di una mensa dove si distribuisce cibo gratuitamente. Via i prezzi dal menu, si paga quello che si riesce a pagare. Laddove il denaro non arriva, entra il gioco il volontariato. Cosi' facendo i poveri o i senza tetto - si spiega - da un lato potranno scrollarsi di dosso la vergogna di ricevere cibo gratis e dall'altro potranno ripagare il loro conto aiutando a mettere in piedi progetti comunitari oppure lavorando nello stesso ristorante...

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4 luglio 2011

Oltre mille ristoranti in tutto il mondo sognano il marchio 'Ospitalita' Italiana'

Più' di 1.000 chef in tutto il mondo desiderano fregiarsi del marchio 'Ospitalita' Italiana', lanciato lo scorso anno da Unioncamere con la collaborazione di diversi ministeri e delle Camere di commercio italiane all'estero. Ha raggiunto, infatti, quota 1.131, in un solo anno, il numero di ristoranti italiani in 41 paesi esteri che si sono candidati a ricevere il riconoscimento. Otto di questi campioni del Made in Italy a tavola'' sono stati premiati a Bruxelles dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e da quello della Camera di Commercio Belgo-italiana, Fabio Morvilli. Gli otto ristoranti italiani premiati in Belgio hanno superato l'attenta valutazione di un comitato di esperti. Per raggiungere l'obiettivo gli esercenti, spiega Unioncamere, ''devono dimostrare di rispettare un dettagliato regolamento'' e ''sottoporsi, successivamente, a periodici controlli diretti a verificare la sussistenza delle condizioni che hanno portato alla consegna del marchio''.


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30 marzo 2011

Ristoratori emiliani bocciano allievi chef, troppa teoria e pochi fornelli

Troppa teoria e pochi fornelli. E' cosi' che 140 ristoratori dell'Emilia-Romagna hanno in sostanza bocciato i circa 7.500 allievi delle Scuole alberghiere (una decina nella regione), meta' dei quali interessati proprio alla cucina (solo 35% sono studenti di sala e 15% di ricevimento). Insomma, un quadro poco entusiasmante che emerge da unaindagine presentata a Imola in un convegno dell'Accademia Italiana della Cucina.Quasi l'80% di quei ristoratori non riconosce professionalita' nei cuochi usciti dagli istituti alberghieri e non ne vede l'utilita': per loro si meritano un voto di poco superiore al 5 e un giudizio prevalente di 'poca o scarsa preparazione'. Servono ''molto di piu' - affermano - le capacita' tecnico professionali in luogo di quelle teoriche''. All'incontro hanno partecipato anche dirigenti scolastici, delusi dai risultati e desiderosi di essere a loro volta ri-formati direttamente in cucina, e l'assessore regionale alla scuola e alla formazione, Patrizio Bianchi, che ha suggerito aggiustamenti con un coordinamento tra chi lavora in cucina e chi insegna a cucinare.


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24 febbraio 2011

Nonostante la crisi gli italiani non rinunciano alla colazione al bar o alla pizza con gli amici


Anche in tempi di crisi gli italiani non rinunciano alla colazione al bar o alla pizza con gli amici, tanto che è proprio il nostro Paese a guidare la classifica dei consumi fuori casa in Europa. Se nel Vecchio continente, infatti, questi ultimi sono stabili o in contrazione negli ultimi dieci anni, l'Italia passa da 0,44 a 0,50 euro (+13,6%) nella spesa a bar e ristoranti rispetto ad ogni euro speso in consumi alimentari domestici.E' quanto emerge da una ricerca di Fipe-Confcommercio su 'Europa al Ristorante' presentata al Salone alimentare'Sapore'.

Nell'aumento pari a 21 miliardi di euro dei consumi fuori casa in dieci anni - segnala la ricerca - l'Italia ha fatto la parte del leone contribuendo con un 98,2%, contro una media Ue del 25,6%Molto di più sono cresciuti in Europa i consumi alimentari in casa, pari a 37 miliardi, perché in genere - sottolinea la Fipe - a causa della crisi si sta registrando, anche nei Paesi economicamente più forti, un deciso rallentamento dei consumi al bar e ristoranti. I consumi alimentari - aggiunge la Fipe - restano una voce di spesa di primaria importanza nella Ue: valgono 882 miliardi di euro, pari al 13,1% della domanda complessiva. Soltanto per l'abitazione gli europei spendono di piu'. Se includiamo nella spesa alimentare anche la quota destinata ai consumi fuori casa, pari a 468 miliardi di euro, l'alimentare rappresenta un quinto del budget complessivo di spesa dei cittadini europei. ''In definitiva per l'Italia il mercato alimentare fuori casa è stato, è e sarà l'àncora di salvezza per molte imprese della filiera'' - commenta la Fipe...

14 febbraio 2011

Nonostante la crisi gli italiani non rinunciano al ristorante per San Valentino


Saranno 15 milioni i cuori trepidanti che nel giorno degli innamorati si regalerannofiori, cioccolatini, profumi e abbigliamento, ma soprattutto cene al ristorante generando un giro di affari complessivo di circa 400 milioni di euro. Senza distinzione di sesso, età o area geografica, il 14 febbraio è considerata una festa, anche se i più devoti al santo patrono sembrano essere gli uomini sotto i 45 anni (con una concentrazione del 31,5% tra i 25-34enni) residenti nel Centro e nel Mezzogiorno. Gli irriducibili romantici sono infatti ben 12 milioni e mezzoche consideranoSan Valentino  una vera e propria ricorrenza da rispettare ogni anno. È quanto emerge da una ricerca Fipe(Federazione Italiana Pubblici Esercizi) svolta in collaborazione con Axis Market Research, secondo la quale sei intervistati su dieci (59%), pari a 7,4 milioni di italiani, festeggeranno solo con il partner. Il resto condividerà la serata con coppie di amici (12,5%), in famiglia con i figli (24%).
 La cena è la modalità di festeggiamento preferita: la sceglieranno sei intervistati su dieci, mentre per quattro su dieci non potrà mancare un...

7 febbraio 2011

Il 41% degli italiani non sono mai andati in un ristorante etnico

Ben quattro italiani su dieci non hanno mai messo piede in un ristorante straniero (41 per cento) o acquistato per strada kebab, tacos, involtini primavera o sushi da portare via (38 per cento). E' quanto emerge dall'indagine Coldiretti/Swg sulle nuove tendenze alimentari degli italiani che hanno portato l'Istat a rivedere il paniere per il calcolo dell'inflazione con l'entrata nel 2011 anche del fast food etnico.

Nonostante la rapida diffusione degli esercizi commerciali che offrono cibi etnici da consumare sul posto o da portare via - sottolinea la Coldiretti - solo il 7 per cento degli italiani frequenta molto spesso un take away straniero e il 5 per cento un ristorante straniero...

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31 ottobre 2010

Mille ristoranti certificati Made in Italy entro Natale

L'obiettivo e' raggiungere quota mille entro la fine dell'anno: sono i ristoranti certificati made in Italy, una iniziativa delle Camere di commercio italiane nel mondo e del governo per tutelare chi vende solo prodotti italiani e per contrastare le contraffazioni. L'iniziativa e' stata rilanciata dal viceministro per lo Sviluppo Economico Adolfo Urso durante la 19/a Convention mondiale delle Camere di Commercio italiane nel mondo di Parma.

Dieci i "comandamenti" che regolano i criteri fondamentali per la valutazione (e la conseguente eventuale certificazione) dei ristoranti italiani all'estero:
1) nel ristorante deve essere presente almeno una persona che sappia relazionarsi con il pubblico in lingua italiana;
2) l'ambiente deve contenere uno o più elementi distintivi dell'Italia (quadri, foto, complementi di arredo, design..);
3) le portate inserite nel menu devono essere scritte anche in corretta lingua italiana;
4) la percentuale di...

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13 luglio 2010

Marchio Doc per 1000 ristoranti italiani nel mondo

Entro l'anno circa 1.000 ristoranti in tutto il mondo riceveranno un bollino DOC per certificare la propria italianità e la qualità dei prodotti offerti alla clientela. Si chiama "Ristoranti Italiani nel Mondo" il progetto presentato da Unioncamere che è già una realtà a Londra, Singapore, Praga, Barcellona, Città del Messico, Caracas, Dubai, Chicago, dove si trovano i primi locali certificati, e ha coinvolto le Camere di commercio Italiane all'estero dislocate in 45 diversi Paesi.

Dieci i "comandamenti" che regolano i criteri fondamentali per la valutazione (e la conseguente eventuale certificazione) dei ristoranti italiani all'estero:
1) nel ristorante deve essere presente almeno una persona che sappia relazionarsi con il pubblico in lingua italiana;
2) l'ambiente deve contenere uno o più elementi distintivi dell'Italia (quadri, foto, complementi di arredo, design..);
3) le portate inserite nel menu devono essere scritte anche in corretta lingua italiana;
4) la percentuale di piatti e ricette della nostra tradizione non può essere inferiore al 50%;
5) il ristoratore deve fornire la descrizione di almeno cinque ricette del Belpaese presenti nel menu;
6) la carta dei vini deve contenere almeno il 20% (in ogni caso non meno di cinque tipi) di etichette italiane DOP o IGP;
7) in sala deve essere disponibile olio extravergine italiano;
8) il capo cuoco deve essere qualificato (con attestato o provata esperienza) per la preparazione di piatti tipici italiani;
9) il ristoratore si impegna a valorizzare la cultura delle denominazioni d'origine protetta;
10) il ristoratore deve fornire un elenco di tutti i prodotti enogastronomici italiani DOP e IGP utilizzati nel ristorante.

La "filosofia" di fondo dell'iniziativa è...

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18 febbraio 2010

Ordini la grappa al ristorante e ti danno un buono per il taxi

L'abbassamento del tasso alcolemico consentito a chi guida è diventato un vero e proprio ostacolo per chi desidera passare una bella serata fuori casa, ma si sente costretto a rinunciare per paura delle pesanti sanzioni. Le nuove leggi non colpiscono solo chi vuole rilassarsi e divertirsi in compagnia, ma anche i ristoratori.

Ora c'è una novità, un'opportunità che permetterà a chiunque di divertirsi chiudendo la cena in bellezza, assaggiando un'ottima grappa, il tutto lasciando comodamente a casa la propria patente grazie alla nuova iniziativa "Al Ristorante Senza Volante".

L'idea è stata lanciata dalle Distillerie Francoli che...

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30 gennaio 2009

In Inghilterra calorie sui menù contro l'obesità

22-01-2009
Londra - Conto delle calorie anche al ristorante: per combattere l'obesita'. L'agenzia britannica per gli standard dell'alimentazione vuole spingere anche i ristoranti e i fast food a includere sui propri menu' una tabella con i valori nutrizionali di ogni piatto.Secondo una ricerca condotta dall'organizzazione, i cittadini del Regno Unito consumano circa un pasto su sei fuori casa.

I pasti al ristorante, i panini e le insalate acquistate per pranzo e i piatti da fast food contribuiscono a circa un quarto delle calorie assunte dagli uomini e ad un quinto di quelle assunte dalle donne. Alla luce di questo studio, secondo l'agenzia e' importante che la gente conosca il valore nutrizionale di cio' che mangia fuori casa, in modo da poter programmare meglio la propria dieta.


Pizza Hut, che in Gran Bretagna a ha circa 400 ristoranti e 300 chioschi per l'asporto, ha gia' accettato di prendere parte all'iniziativa e McDonald's e Starbucks, che negli Usa gia' includono le tabelle con i valori nutrizionali nei loro menu', potrebbero presto seguire la stessa strada. Secondo la BritishHospitality Association, che rappresenta 44.000 ristoranti e bar, lo schema potrebbe rivelarsi costoso e difficile da attuare soprattutto per i ristoranti indipendenti e le catene piu' piccole, che in questo periodo di crisi gia' si trovano in difficolta'.


Fonte Ansa