11 marzo 2009

LA MAGIA DEL TÈ HA UNA CASA NEL WEB

Cose di Tè - Infusioni di Piacere, racconta attraverso i migliori Tè in foglie, il piacere, le tradizioni e le proprietà di questa bevanda virtuosa.

Assaggiare una buona tazza di Tè è dimenticare per un attimo il frastuono del mondo per iniziare un viaggio vicino, per ascoltare noi stessi, oppure lontano, per conoscere culture antiche e affascinanti.
Cose di Tè è un invito alla scoperta di se, degli altri e della natura. E' condividere il piacere delle piccole cose; è la magia di un tè preparato con cura per noi e per chi ci vuole bene. E' il gesto di offrire o ricevere un dono che parla di Te.

Una selezione unica in Italia di oltre 100 tipi di Tè per tutti i gusti che potrai ricevere direttamente a casa tua, acquistando online, oppure scoprire visitando il nostro aTèlier di Jesi nelle Marche
- I Tè pregiati: Tè in foglie dai migliori giardini di tutto il mondo;
- Le Fantasie: Tè profumati e arricchiti con fiori e frutta;
- I Fiori di Tè: magiche perle di Tè lavorati con fiori veri che sbocciano una volta infuse;
- I Tè del Benessere: una raccolta speciale per aiutare il buon equilibrio del corpo e della mente;
- I Tè del Bimbo: una novità assoluta di Tè leggeri creati per avvicinare anche i bambini a questa bevanda salutare;
- I Mélange e gli Infusi di erbe, spezie, radici, frutta per un bouquet di gusti e sensazioni sempre nuovi ed originali.

E poichè ogni Tè vuole la sua teiera, Cose di Tè propone anche una selezione inedita di Oggetti da Tè: dalle preziose teiere Yixing cinesi lavorate interamente a mano, a quelle giapponesi in ghisa, o ancora le porcellane e gli accessori in vetro.Una sezione speciale del sito è dedicata alle Ricette al Tè, dove le straordinarie foglie diventano ingrediente soprendente per re-interpretare dolci classici come il Tiramisù o preparare piatti nuovi ed originali per arricchire il menù.

Iscrivendoti alla Newsletter Cose di Tè, sarai aggiornato sulle ultime novità e potrai partecipare agli Eventi da Tè.Acquistare online è facile e sicuro, Cose di Tè infatti consegna in tutta Italia con un contributo light alle spese di spedizione a partire da 2€. Concediti anche tu un’infusione di piacere!

4 marzo 2009

Corso Sushi

Ogni lunedì sera presso il ristorante Ketumbar dalle ore 21 si terrà un Corso Sushi per tutti coloro che amano e voglio imparare quest'arte millenaria!!!
Il corso ha una durata di circa tre ore comprensivo di cena a base di sushi, acqua e calice di vino, vi verranno spiegate delle nozioni teoriche e storiche di quest'arte millenaria (vi verrà data anche una dispensa) e poi metterete in pratica la vostra abilità mangiandovi quello che preparate!


40 euro a persona con prenotazione obbligatoria!

Ragazzi vi aspetto... alessandro.chef@ifnwebtv.com oppure 3348839939

3 marzo 2009

La cena più cara del mondo

Manager rifiuta di pagare la serata da Cracco "Non basta il tartufo per un conto da 4.140 euro"
PAOLO COLONNELLO
MILANO


Tagliolini, uova al tegamino e una bella grattata di tartufo d’Alba. Il tutto innaffiato da ottimo vino. Cena da intenditori. Da Cracco, uno dei ristoranti migliori d’Italia. Solo che quando è arrivato il conto, presentato dal cameriere all’amministratore delegato di una grande società, la cena è diventata al veleno. Il conto: 4.140 euro, e sono dovuti intervenire i carabinieri prima che clienti e ristoratori venissero alle mani. Poi è toccato agli avvocati. E adesso spetterà a un giudice civile stabilire chi dovrà bere l’amaro calice del risarcimento. Perché il manager è uscito senza pagare. E’ successo il 13 dicembre scorso. Nel ristorante di via Victor Hugo, 100 metri dalla Madonnina, si siedono in sei: il manager e cinque suoi ospiti. Il clima è prenatalizio, l’ambiente discreto e la cena prevede tartufo bianco grattugiato su tagliolini e uova al tegamino. Il tutto accompagnato da un menù classico di Cracco (150 euro a persona), con un aperitivo a 20 euro e due bottiglie di vino pregiato da 180 e da 150 euro ciascuna. S’alzano i calici, si loda il tartufo ma quando il cameriere porta il conto, iniziano le convulsioni. «Scusi, forse c’è un errore».


Macchè. Anzi, se un errore c’è, fanno notare al ristorante, è a favore dei clienti visto che a fronte di 6 coperti calcolati, sulla ricevuta si parla di 4 portate. Le sole grattugiate di tartufo vengono calcolate in 300 grammi a 10,9 euro il grammo, per un totale (cucina compresa) di 3.730 euro. Il manager pretende un forte sconto, sostiene che il tartufo, grattugiato con generosità, non è stato pesato né prima e né dopo. E che comunque, per una cena identica l’anno passato, aveva speso per due persone 630 euro. Ora, risultano 690 euro a persona. Cracco propone 700 euro di sconto ma l’offerta viene sdegnosamente rifiutata. Due giorni dopo il manager scrive a Cracco allegando un assegno da 2.000 euro che ritiene essere il giusto prezzo, calcolato «sulla base di precedenti vostri scontrini per cene sostanzialmente equivalenti». L’amministratore spiega inoltre di non aver pagato quanto richiesto «ovviamente stante non solo la smodata eccessività del prezzo ma soprattutto la totale imperscrutabilità del consumo esposto (nessun peso è stato fatto constatare e sul menù non compariva il prezzo al grammo)». Questa volta è Cracco che respinge al mittente l’offerta, parla di «arbitraria e incongrua autoriduzione» e anzi lo informa di aver presentato una denuncia ai carabinieri: «La pesatura, contrariamente a quanto esposto è stata effettuata direttamente al tavolo».


Il reato ipotizzato è di insolvenza fraudolenta, due anni di reclusione. A questo punto l’amministratore delegato si è rivolto al giudice civile. Risentito, lo chef Carlo Cracco parla di «inciviltà». «Le persone civili pagano ciò che comprano - commenta -. Invece questo signore non ha pagato ed è stato denunciato». Cracco non vuole aggiungere molto, tanto meno come si giustifica un prezzo del genere per il pur pregiato fungo: «Farmi una domanda sul prezzo non ha senso, non è un problema che mi riguarda. C’è chi è capace di spendere 7.000 euro per una bottiglia di buon vino o chi spende 1.000 euro per un telefonino. Il mio è uno dei migliori ristoranti d’Italia...». Da notare che il tartufo quest’anno ha subito una certa svalutazione: se un etto lo scorso ottobre poteva costare tra i 200 e i 300 euro, a novembre era attestato sui 200 (2 euro circa al grammo). Anche se è vero che i costi del fungo raddoppiano nel solo passaggio da Alba a Milano e che aumentano esponenzialmente con l’aumentare di peso del tartufo.

lastampa.it

25 febbraio 2009

Cavatelli con cozze e fagioli cannellini

I cavatelli sono una tipologia di pasta tipicamente pugliese, fatta rigorosamente a mano e con ingredienti molto semplici acqua e farina... oramai esistono anche a livello industriale ma ovviamente fatti a mano hanno un'altra consistenza e sapore...

Vi permetto di utilizzare quelli industriali... e vo consiglio di abbinarli ai frutti di mare, secondo me sono fantastici con cozze e fagioli cannellini

Ingredienti per 4 persone:
400 gr cavatelli
300 gr fagioli cannellini lessati
250 gr pomodori pelati
20 cozze
½ cipolla
1 spicchio di aglio
basilico
olio extravergine di oliva
vino bianco
sale
pepe

Fate soffriggere la cipolla tritata con l'olio, aggiungete i pomodori, il basilico ed i fagioli.
In un'altra padella scaldate un pò di olio con l'aglio e aggiungete le cozze che avrete già pulito, sfumate con il vino bianco, aggiungete il pepe e fate cuocere con il coperchio.
A questo punto sgusciate le cozze e filtrate il liquido di cottura delle cozze, per eliminare eventuali residui...
Fate cuocere i cavatelli in abbondante acqua salata, scolateli e uniteli alla salsa con i fagioli.
Ora aggiungete le cozze con il loro liquido, saltate a fiamma alta, mantecate e servite i cavatelli cospargendoli con del prezzemolo tritato fresco e un filo d'olio extra vergine di oliva.

che dire abbinate un ottimo vino bianco e Buon Appetito

19 febbraio 2009

Chiacchiere, Frappe, Bugie, Cenci o Rosoni...

Le chiacchiere, chiamate anche frappe, bugie, crostoli, intrigoni e cenci sono tipici dolci carnevaleschi.
Hanno la forma di striscia, talvolta manipolata a formare un nodo. Sono fatti con un impasto di farina che viene fritto o cotto al forno e che, a fine cottura, viene spolverato di zucchero a velo.
Le frappe sono tipiche dell'Italia centrale, ma si possono trovare in numerose regioni italiane con nomi diversi... insomma chiamatele\i come vi pare, vi lascio la ricetta così intanto decidete il nome!!

Ingredienti
300 gr. Farina bianca
2 Uova
60 gr. Burro
50 gr. zucchero
110 ml. latte
1 limone
3 Cucchiai Rhum
Olio di semi per friggere
Sale


In una ciotola mettete le uova con lo zucchero e sbattetele. Aggiungere la scorza di limone, il liquore e un pizzico di sale. Mescolate e versateci sopra, sempre mescolando, 50 ml di latte caldo (non bollente).

Disponete la farina su un tagliere o su una spianatoia, fate la fontana e unite al centro il burro liquefatto e il composto di uova. Lavorate la pasta per 30 minuti tenendola sempre morbida aggiungendo 60 gr. di latte caldo.

Stendete la pasta facendo una sfoglia dello spessore di 2 millimetri e ricavate dei nastri che poi si annoderanno a piacere.

Friggeteli in molto olio bollente fino a quando saranno dorati, sgocciolateli, posateli su carta assorbente affinché perdano l'unto eccessivo e teneteli al caldo mentre friggete gli altri.

Disponeteli su un piatto coperto da un tovagliolo, cospargerli di zucchero semolato.