Nei prossimi mesi occorre attendersi un aumento prossimo al 5% dei prezzi di generi alimentari di prima necessita', che andra' ad aggiungersi al gia' acquisito +4% registrato nel primo trimestre 2012 rispetto all'anno precedente. Emerge dagli ultimi dati dell'Indis, l'Istituto dell'Unioncamere specializzato nella distribuzione dei servizi.
Questi rincari sono spinti da tasse e benzina che fanno impennare i costi di produzione, commenta la Coldiretti. A pesare nei prossimi mesi è l'aumento del carico fiscale ma anche il record raggiunto dal prezzo dei carburanti in un Paese come l`Italia dove l'88 per cento dei trasporti commerciali avviene per strada. A subire gli effetti dell'aumento dei costi energetici è - continua la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale. L'effetto valanga determinato dall'aumento del costo dei carburanti sulla spesa è - sostiene la Coldiretti - particolarmente evidente anche per la crescente dipendenza dell'Italia per l'alimentazione dall'estero da dove arrivano quasi la metà dei cibi consumati.
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10 aprile 2012
18 luglio 2011
Povertà: due famiglie su cinque costrette a "tagliare" la spesa alimentare.
Due famiglie su cinque costrette a "tagliare" la spesa alimentare e tre su dieci che comprano soltanto promozioni, sempre più frequenti nella nostra catena distributiva. E ancora: sei famiglie su dieci che cambiano menù e una su dieci che dice addio a pranzi e cene fuori dalle mura domestiche in ristoranti, trattorie, pizzerie e tavole calde. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al Rapporto sulla povertà in Italia diffuso dall'Istat.
Sono dati che dimostrano le gravi difficoltà economiche delle famiglie che si impoveriscono sempre di più. Da quando è cominciata la crisi a oggi, la spesa media a famiglia per generi alimentari e bevande è diminuita già del 6 per cento. Sul fronte dei "tagli" -come rileva un'indagine della Cia condotta a livello territoriale- gli italiani certo non rinunciano solo al superfluo, anzi: nel 2010 il 41,4 per cento delle famiglie ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37 per cento quelli di pane e pasta, il 38,5 per cento quelli di carne (soprattutto bovina) e pesce.
Se invece si analizza la ripartizione geografica -sostiene ancora l'indagine Cia- si rileva che, sempre nell'anno passato, nelle regioni del Nord il 32 per cento delle famiglie ha limitato gli acquisti, mentre in quelle del Centro la percentuale di chi ha tagliato i consumi sale al 37 per cento. Nelle regioni del Sud, poi, si arriva fino al 49 per cento.
Se invece si analizza la ripartizione geografica -sostiene ancora l'indagine Cia- si rileva che, sempre nell'anno passato, nelle regioni del Nord il 32 per cento delle famiglie ha limitato gli acquisti, mentre in quelle del Centro la percentuale di chi ha tagliato i consumi sale al 37 per cento. Nelle regioni del Sud, poi, si arriva fino al 49 per cento.
27 aprile 2011
Le vendite alimentari ristagnano e la busta della spesa resta vuota
Le vendite sono ferme, le famiglie "tagliano" e le borse della spesa languono. Lo dimostrano i dati Istat sul commercio al dettaglio a febbraio, che evidenziano un andamento piatto, statico. I consumi alimentari nel mese sono cresciuti dello 0,3 per cento rispetto a febbraio 2010 e dello 0,2 per cento sul mese precedente: un "rialzo" talmente lieve che dimostra soltanto, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'Italia non è uscita dalla fase di stagnazione dei consumi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall'Istituto nazionale di statistica.
Le famiglie -spiega la Cia- continuano a tirare la cinghia e in cucina cercano la promozione e il prezzo più basso, risparmiando anche sulla qualità. Tanto che l'unica tipologia di esercizio commerciale che continua ad andare bene è l'hard discount: a febbraio infatti, come già nei mesi precedenti, vanno giù le botteghe di quartiere ma anche gli ipermercati (meno 2,2 per cento tendenziale), mentre i discount alimentari restano i soli a crescere, con un incremento annuo dell'1,5 per cento.
Ma la "cura dimagrante" del carrello della spesa è evidente già dai dati complessivi delle vendite alimentari nel 2010 -ricorda la Cia-. I tagli hanno riguardato quasi tutti i generi alimentari, anche quelli per niente superflui: tra gennaio e dicembre è calata, infatti, la domanda di pane (meno 2,1 per cento sul 2009), pasta (meno 1,8 per cento), carne rossa (meno 4,6 per cento), pesce (meno 2,9 per cento), frutta e agrumi (meno 1,8 per cento), vino da tavola (meno 2,1 per cento)...
Ma la "cura dimagrante" del carrello della spesa è evidente già dai dati complessivi delle vendite alimentari nel 2010 -ricorda la Cia-. I tagli hanno riguardato quasi tutti i generi alimentari, anche quelli per niente superflui: tra gennaio e dicembre è calata, infatti, la domanda di pane (meno 2,1 per cento sul 2009), pasta (meno 1,8 per cento), carne rossa (meno 4,6 per cento), pesce (meno 2,9 per cento), frutta e agrumi (meno 1,8 per cento), vino da tavola (meno 2,1 per cento)...
5 ottobre 2009
Coldiretti, il costo delle confezioni supera quello dei prodotti alimentari
Nella spesa alimentare degli italiani il costo delle confezioni è la componente piu' rilevante e supera quello del prodotto agricolo contenuto. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum internazionale 'Economia dei Rifiuti' organizzato da Polieco,il Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti a base di polietilene.
Si tratta - sottolinea la Coldiretti - dell'effetto congiunto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite anche con la riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose e del crollo dei prezzi alla produzione agricola calati dal 53 per cento per le pesche al 30 per cento per grano e latte su livelli insostenibili per le aziende agricole.
Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.
Oggi - precisa Coldiretti - l'agroalimentare è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio che oltre all'impatto ambientale ha una incidenza notevole sui prezzi, sia in quanto componente sempre piu' rilevante del costo del prodotto sia per il fatto che aumenta il peso da trasportare. Il risultato è che i barattoli etichettati costano piu' dei fagioli contenuti, le bottiglie piu' della passata, i brick piu' del succo di frutta ed le scatole piu' grano di cui sono fatti i biscotti. Nei fagioli in barattolo la confezione incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento.
Gli imballaggi, sempre secondo Coldiretti, pesano dunque sulle tasche e sull'ambiente, ma è possibile abbatterne la diffusione grazie a nuove tecnologie distributive che si stanno diffondendo nei supermercati e nelle piazze anche per sostenere le vendite dirette effettuate dagli agricoltori. Dai nuovi dispenser che consentono di acquistare pasta, riso, legumi e frutta secca sfusa ai distributori di latte crudo direttamente dalla stalla che sono presenti oramai a centinaia su tutto il territorio italiano. che si possono trovare sul sito www.campagnamica.it .
La diminuzione della produzione dei rifiuti - conclude la Coldiretti - è per circa la metà degli italiani (47 per cento) il principale obiettivo da seguire per affrontare il problema del loro smaltimento, secondo l' indagine realizzata da Swg per Polieco.
Si tratta - sottolinea la Coldiretti - dell'effetto congiunto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite anche con la riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose e del crollo dei prezzi alla produzione agricola calati dal 53 per cento per le pesche al 30 per cento per grano e latte su livelli insostenibili per le aziende agricole.
Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.
Oggi - precisa Coldiretti - l'agroalimentare è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio che oltre all'impatto ambientale ha una incidenza notevole sui prezzi, sia in quanto componente sempre piu' rilevante del costo del prodotto sia per il fatto che aumenta il peso da trasportare. Il risultato è che i barattoli etichettati costano piu' dei fagioli contenuti, le bottiglie piu' della passata, i brick piu' del succo di frutta ed le scatole piu' grano di cui sono fatti i biscotti. Nei fagioli in barattolo la confezione incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento.
Gli imballaggi, sempre secondo Coldiretti, pesano dunque sulle tasche e sull'ambiente, ma è possibile abbatterne la diffusione grazie a nuove tecnologie distributive che si stanno diffondendo nei supermercati e nelle piazze anche per sostenere le vendite dirette effettuate dagli agricoltori. Dai nuovi dispenser che consentono di acquistare pasta, riso, legumi e frutta secca sfusa ai distributori di latte crudo direttamente dalla stalla che sono presenti oramai a centinaia su tutto il territorio italiano. che si possono trovare sul sito www.campagnamica.it .
La diminuzione della produzione dei rifiuti - conclude la Coldiretti - è per circa la metà degli italiani (47 per cento) il principale obiettivo da seguire per affrontare il problema del loro smaltimento, secondo l' indagine realizzata da Swg per Polieco.
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