Il carrello della spesa continua a spingere sull'acceleratore, facendo segnare nel mese di marzo un aumento del 4,6 per cento: il valore più alto da ottobre 2008, che ha superato anche il record di febbraio, quando aveva toccato quota 4,5 per cento. Cifre che per le famiglie si traducono in una pioggia di rincari dei prodotti acquistati con maggior frequenza, a cominciare dai carburanti fino agli alimentari. Unica nota positiva è la lieve frenata della corsa degli alimentari (che fanno registrare un +2,5 per cento tendenziale, a fronte del +2,8 del mese scorso), trainata dal raffreddamento dei prezzi dei prodotti lavorati, insieme al segno meno dei vegetali freschi (-2,4 congiunturale). In particolare questi ultimi dopo il super-rialzo dell'8,7 per cento del mese scorso legato agli effetti del maltempo, si stanno di nuovo raffreddando, anche se subiscono ancora pesantemente gli effetti del caro gasolio. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati provvisori sui prezzi al consumo per il mese di marzo diffusi dall'Istat.
La benzina continua a crescere sull'anno alla stessa velocità del mese scorso, cioè segnando un più 18,6 per cento, mentre il gasolio rallenta leggermente, facendo registrare un 22,5 per cento. A pagare lo scotto di questi macro-rincari -spiega la Cia- sono, come sempre, i consumatori e i produttori agricoli: i primi vedono lievitare i prezzi al sullo scaffale, visto che il 90 per cento dei prodotti alimentari viaggia su gomma, e gli altri spendono praticamente il doppio dell'anno scorso per far funzionare i mezzi meccanici e per riscaldare le serre. Il risultato -continua la Cia- è che a marzo i prezzi al consumo di cibi e bevande aumentano, anche se poco più lentamente del mese scorso. Ma si tratta di un rincaro a due velocità: i prodotti non lavorati salgono dello 0,2 per cento su base mensile e del 3,2 per cento su base annua, mentre i lavorati diminuiscono dello 0,1 sul mese e crescono dell'1,5 sull'anno.
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3 aprile 2012
9 gennaio 2012
Coldiretti, otto milioni di italiani scelgono la spesa a Km zero a causa del caro benzina
Con l'aumento record del costo di benzina e gasolio otto milioni di italiani hanno scelto di fare la spesa a chilometri zero, acquistando prodotti alimentari direttamente dai produttori. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base di una indagine Campagna Amica/Swg.n numero crescente di consumatori, rileva l'associazione, preferisce acquistare prodotti locali che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi inquinanti con una crescita boom del 20% negli acquisti nei mercati degli agricoltori nel 2011. In Italia l'86% delle merci - stima la Coldiretti - viaggia su strada ed e' evidente l'effetto valanga sui prezzi dei prodotti in vendita a seguito dell'aumento dei costi di produzione e trasporto nel caso in cui aumentano le intermediazioni. Con il nuovo anno sono saliti a oltre 5.300 i punti vendita ed i mercati degli agricoltori accreditati da Campagna Amica in Italia dove e' possibile fare la spesa a chilometri zero senza intermediazioni dal campo alla tavola.
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9 dicembre 2011
Il costo del pieno di benzina supera quello del pranzo di Natale
Con il valore record di 1,7 euro al litro raggiunto dal prezzo della benzina alla pompa, il costo di un pieno supera quello del pranzo di Natale di un'intera famiglia. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti provocati dall'aumento delle accise per la benzina e il diesel a seguito della manovra. Fare il pieno ad un'auto di media cilindrata con un serbatoio di 50 litri costa ben 85 euro, un importo leggermente superiore a quello che destineranno in media le famiglie italiane per la preparazione del pranzo di Natale.
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