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7 ottobre 2012

Domenica 7 ottobre all'insegna del biologico in 100 piazze italiane

Si svolgerà domenica 7 ottobre nelle piazze di tuta Italia la XIII edizione della BioDomenica, giornata nazionale di incontro tra il mondo agricolo e i cittadini per promuovere il consumo di prodotti sicuri e di qualità, legati al territorio, alle sue tradizioni e alla sua cultura. Il tema di questa edizione, organizzata da AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) in collaborazione con Coldiretti e Legambiente, è "Bio, Benessere". L'evento ha lo scopo di far conoscere le tecniche produttive e le pratiche agronomiche ecocompatibili, la loro praticabilità in tutto il pianeta, e la loro capacità di favorire un'equa ripartizione delle risorse, garantendone la loro conservazione per le generazioni future.

La BioDomenica non è un mercato di prodotti biologici ma essenzialmente un incontro culturale a cui partecipano produttori, cittadini/consumatori, aziende agrituristiche, associazioni ambientaliste, enti parco e diverse associazioni di volontariato.
Nelle diverse piazze si organizzano incontri, dibattiti, convegni e workshop nonché degustazioni di diversi prodotti e mostre informative. In particolare quest'anno nelle principali piazze i cittadini potranno partecipare alle "officine del bio", dei momenti di interazione che permetteranno ai partecipanti di lavorare insieme ai produttori bio nella produzione o nella trasformazione di alimenti biologici.
Le scorse edizioni hanno visto il biologico protagonista in più di 100 piazze su tutto il territorio nazionale, con migliaia di agricoltori e allevatori che hanno incontrato i cittadini svolgendo un'indispensabile azione di informazione e promozione dell'agricoltura biologica italiana, delle sue tradizioni e della sua cultura.

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21 settembre 2012

Italia è prima in Europa nell'eccellenza agroalimentare

"Siamo il Paese delle grandi eccellenze alimentari, delle tradizioni enogastronomiche e dei giacimenti culturali da scoprire, valorizzare e difendere dall'agropirateria". Lo sottolinea Confagricoltura commentando i dati del report dell'Istat sui prodotti agroalimentari di qualità nel 2011, da cui emerge che l'Italia, con 233 denominazioni d'origine, è il primo Paese europeo per numero di riconoscimenti conseguiti tra Dop, Igp e Stg (ben 20 in più rispetto al 2010).

Confagricoltura ricorda come siano state approvate recentemente dal Parlamento Europeo alcune sue richieste nelle norme del "Pacchetto Qualità", tra cui il richiamo alla protezione obbligatoria che gli Stati membri devono dare alle denominazioni d'origine, attraverso il sistema ex officio che ogni Paese Ue dovrà realizzare, e la possibilità che la Commissione o un organismo da essa incaricato (come potrebbe essere l'agenzia di protezione europea) avranno di intervenire legalmente a difesa dell'usurpazione del nome in campo internazionale. Tali azioni sono finanziate attraverso il Fears-Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

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10 settembre 2012

E' nato il primo spumante biologico e senza alcol per il mercato islamico

Si chiama 'Zerotondo' lo spumante biologico "Alcohol Free" ideato da Paolo e Giorgio Polegato dell'Astoria Vini, azienda vitivinicola di Refrontolo (Treviso), per andare incontro alle esigenze religiose degli islamici. Non potendo essere definito come 'vino' in quanto privo di alcol, il prodotto sarà commercializzato come ''succo d'uva spumante biologico'' ed è corredato del marchio ''halal'', la certificazione che assicura la conformita' degli alimenti rispetto ai precetti del Corano. La prima serie prodotta di 15mila bottiglie comincerà ad essere distribuita nel corso delle prossime settimane, con un obiettivo di 100mila bottiglie nel primo anno.

"L'idea di Zerotondo - dicono Paolo e Giorgio Polegato - è nata durante un corso di degustazione realizzato lo scorso febbraio con la comunità araba di Treviso, quando abbiamo notato un grande interesse anche tra chi non poteva bere. L'export infatti rappresenta per noi una parte sempre più fondamentale del nostro business, circa il 35% del fatturato (che nel 2011 era a quasi 30 milioni di euro) con una crescita annua del 20%. Tanti nuovi Paesi con cui lavoriamo, sia in Asia (Malesia) che in Africa (in primis Ghana e Nigeria) hanno una componente islamica particolarmente forte. Zerotondo in questi Paesi non solo andrà incontro alle esigenze della clientela, ma potrà - secondo i Polegato - fare da apripista al nostro Prosecco verso nuovi mercati.

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7 settembre 2012

La crisi non scalfisce il successo dei prodotti biologici: +6,1% nel primo semestre

La crisi non intacca l'appeal del biologico, che non solo guadagna ancora spazio nel carrello della spesa degli italiani, ma esce dalle mura domestiche conquistando nuovi spazi "pubblici": nelle scuole, nelle mense, nei ristoranti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione del "Sana", il 24° Salone internazionale del biologico e del naturale che si terrà a Bologna da sabato 8 settembre.
A dispetto del calo costante dei consumi alimentari convenzionali, il segmento "bio" continua a correre, mettendo a segno nel primo semestre 2012 un aumento del 6,1 per cento . Un risultato positivo -osserva la Cia- che conferma l'attrattiva del biologico, che aveva già chiuso il 2011 con un incremento pari al 9,2 per cento. Il "bio", dunque, esce definitivamente dai confini della moda di nicchia e diventa una vera e propria abitudine di spesa, come evidenzia la presenza massiccia dei prodotti biologici nelle catene della Gdo. D'altra parte, secondo i nostri ultimi dati -evidenzia la Cia- oggi il 75 per cento degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese.

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29 luglio 2011

Il cibo biologico non conosce crisi, nel 2011 sale dell'11,5 per cento

Non accenna a fermarsi l'incredibile ascesa del biologico. Nonostante la crisi economica e a dispetto del crollo verticale dei consumi alimentari convenzionali (meno 3,6 per cento), il segmento "bio" continua la sua corsa, mettendo a segno nel primo quadrimestre del 2011 un aumento dell'11,5 per cento.Un dato che rende ormai chiaro il definitivo passaggio del biologico da "moda passeggera" o "di nicchia" a vera e propria "abitudine di spesa", come evidenzia la presenza massiccia di prodotti bio nelle catene della Gdo dove le vendite schizzano in alto, rubando il primato alle botteghe di quartiere. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea.
Tra gennaio e aprile, infatti, salgono a livelli record gli acquisti di prodotti biologici nei supermercati (più 14,6 per cento), negli ipermercati (più 11,8 per cento) e soprattutto nei discount (più 16,1 per cento) -sottolinea la Cia- a tutto discapito dei negozi tradizionali, che perdono fino al 46,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010.



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9 maggio 2011

Biologico: un affare mondiale da 54,9 miliardi di dollari. In Italia è sempre "boom


In Italia e nel mondo è ormai "bio-mania". Mentre i consumi alimentari convenzionali ristagnano, da ogni parte del globo il segmento biologico conquista record e quote di mercato. Il giro d'affari nel 2010 è da far girare la testa: si tratta di ben 54,9 miliardi di dollari complessivi. Solo in Europa il "bio" vale 18 miliardi di euro l'anno, di cui oltre 2 miliardi "prodotti" nel Belpaese. Tutto merito della maggiore attenzione dei consumatori verso il "mangiar sano", ma anche delle copertine conquistate dal settore sui giornali più patinati. Basta pensare all'orto biologico di Michelle Obama alla Casa Bianca o alla cena "bio" allestita per il ‘Royal Wedding' di William e Kate. Lo afferma laCia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall'Ismea.

In Italia il biologico continua la sua corsa inarrestabile -ricorda la Cia-. Dopo l'incremento dell'11,6 per cento messo a segno nel 2010, si assesta al più 13 per cento nei primi due mesi del 2011. Ma se a trainare la crescita sono ancora una volta pasta e riso (più 68,8 per cento) e latte e formaggi (più 20,7 per cento), comincia a consolidarsi anche il consumo di ortofrutta "bio": nel primo bimestre, infatti, il segmento guadagna quasi il 12 per cento, con un peso sul totale degli acquisti di biologico pari al 23 per cento. 
Ma la vera novità è il "sorpasso" della frutta e verdura "bio" rispetto a quella convenzionale. A livello tendenziale -spiega la Cia- i consumi di patate biologiche sono cresciuti tra gennaio e febbraio del 17,2 per cento rispetto al più 4,3 per cento di quelli "normali"; i finocchi "bio" sono aumentati del 32,4 per cento contro l'1,4 per cento dei convenzionali; le zucchine biologiche sono schizzate a più 18,4 per cento, lasciando al più 7 per cento quelle "normali". Non solo ortaggi, stessa sorte è toccata alla frutta: se arance e clementine convenzionali hanno registrato variazioni negative comprese tra l'1 e il 3 per cento, quelle "bio" hanno segnato rispettivamente più 12,9 e più 27,7 per cento.



1 aprile 2011

Dal 2 al 9 aprile si svolge in tutta Italia la settimana nazionale "Bio per tutti"

Avvicinare sempre più consumatori al biologico: questo l'obiettivo con cui, Cuorebio, la principale rete di negozi bio in Italia, promuove da sabato 2 a sabato 9 aprile, la settimana nazionale "Bio per tutti". Un motto che vuol coinvolgere i consumatori in acquisti sostenibili e accessibili, anche nel prezzo. Per una settimana infatti, sarà applicato lo sconto del 10% su tutta la spesa. Un'iniziativa che rientra nella "missione Cuorebio" a favore della salute e dell'ambiente e che coinvolge circa ottanta punti vendita in Italia. 

Da sabato 2 aprile i negozi Cuorebio offrono un risparmio concreto e immediato, oltre al vantaggio di prodotti senza residui chimici, ottenuti da un metodo di coltivazione che si integra al ciclo della natura rispettando l'ambiente, la salute degli animali e delle persone. 
I dati confermano che se i consumi alimentari convenzionali ristagnano, nel 2010 il segmento "bio" ha continuato la sua corsa, mettendo a segno l'aumento più elevato degli ultimi otto anni: più 11,6 per cento (fonte: Ismea). Segno che la scelta del biologico non rappresenta una moda passeggera, ma un'abitudine di spesa. I negozianti ne sono testimoni, ma sono anche consapevoli che la motivazione all'acquisto bio va sostenuta, con iniziative culturali e con la politica del "giusto prezzo"...



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25 febbraio 2011

Gli italiani sono attenti al cibo biologico ma cedono a fast food e scatolette


Mangiare sano sembra proprio difficile. Le tentazioni della tavola, il fast food ma anche i cibi precotti o in scatola, tentano anche i piu' virtuosi, cioe' chi compra frutta e verdura da agricoltura biologica o prodotti certificati (Dop e Igp), e cosi'quasi quattro italiani su dieci (37%) vorrebbero mangiare piu' sano ma non ci riescono. Le abitudini alimentari degli italiani sono state esaminate e raccolte nel primo rapporto Coldiretti/Censis da cui si evince che i ''deboli'' di fronte alle tentazioni della tavola sono piu' numerosi del quasi 33% degli italiani che dichiara invece di seguire una dieta sana.

Gli italiani hanno un comportamento contraddittorio con l'alimentazione: mangia nei fast-food ben il 27% di chi compra abitualmente prodotti del commercio equo e solidale, il 26,7% degli acquirenti abituali di frutta e verdura da agricoltura biologica, il 22,6% di chi acquista prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp), e il 21,6% di coloro che acquistano direttamente dal produttore. Se da un lato c'e' attenzione ai prodotti di qualita', circa un terzo delle persone che compra Dop, Igp acquista regolarmente anche cibi precotti, addirittura ben piu' di due terzi acquista regolarmente scatolame mentre...