16 gennaio 2013

Mangiare il "cibo spazzatura" aumenta fino al 39% i sintomi delle allergie

Secondo uno studio dell'universita' di Auckland la forte concentrazione di grassi saturi riduce le difese immunitarie

Mangiare troppo spesso al fast-food, tre o piu' volte a settimana, puo' essere molto rischioso: il 'cibo spazzatura' aumenta infatti fino al 39% i sintomi delle allergie, peggiorando asma, eczema e rinocongiutivite nei bambini allergici. Lo dimostra uno studio condotto all'universita' di Auckland, in Nuova Zelanda, in collaborazione con l'universita' di Notthingam (Gran Bretagna). I ricercatori hanno esaminato i dati di 319.000 ragazzi allergici fra i 13 e i 14 anni e di 181.000 bambini allergici di 6-7 anni di eta', di oltre 50 Paesi. Gli autori, nella ricerca pubblicata sulla rivista Thorax, spiegano che la forte concentrazione di grassi saturi in alimenti come gli hamburger riduce le difese immunitarie dei piccoli. Lo studio dimostra che gli adolescenti che mangiano al fast food 3 o piu' volte alla settimana presentano sintomi piu' evidenti e ricorrenti di asma (il 39% in piu' rispetto agli altri), e nei bambini di 6 anni si registra il 27% in piu' di sintomi di rinite ed eczema. Lo studio ha considerato tutte le abitudini alimentari dei ragazzi, ma solo l'associazione con il cibo spazzatura e' risultato direttamente correlato con il peggioramento di tutti i sintomi. Al contrario, sottolineano i ricercatori, il mangiare 3 o piu' porzioni di frutta alla settimana riduce i sintomi allergici dell'11% nei piccoli e del 14% negli adolescenti.

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14 gennaio 2013

Coldiretti, nel 2012 più pasta e meno pesce fresco sulle tavole degli italiani

Crolla il potere di acquisto e 6 italiani su 10 costretti a tagliare la spesa

Con il crollo del potere di acquisto gli italiani hanno portato in tavola in quantità piu' pasta e gnocchi (+1,1 per cento) o uova (+0,4 per cento) e meno pesce fresco (-3,4 per cento), vino (-3 per cento), frutta (-1,9 per cento) e carne (-0,4 per cento). E` quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti su dati Ismea-Gfk-Eurisko relativi ai primi nove mesi del 2012 durante i quali il potere di acquisto delle famiglie è crollato del 4,1 per cento secondo i dati Istat relativi al reddito e risparmio delle famiglie. Con la crisi - sottolinea la Coldiretti - non è però cambiato solo il menu degli italiani, ma si sono anche ridotte nel 2012 le quantità di prodotti alimentari complessivamente acquistate dalle famiglie dello 0,6 per cento.

Si tratta del risultato del fatto che secondo una indagine Coldiretti/Swg sei italiani su dieci (61 per cento) hanno tagliato la spesa per effetto del crollo del potere d`acquisto, mentre un 6 per cento non riesce ad arrivare a fine mese. Sono infatti costretti a fare lo slalom tra gli sconti ben il 62 per cento degli italiani che vanno a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati piu` che in passato mentre circa la metà dei consumatori (49 per cento) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi piu` convenienti...

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7 gennaio 2013

Nel 2012 inflazione al 3% e rincaro del 4,3% sul carrello della spesa

Ricadute per una famiglia media pari a 241 euro solo nel settore alimentare

La recessione e la stretta sui consumi non hanno frenato i prezzi, che nell'arco del 2012 sono saliti del 3%, il rialzo maggiore dal 2008. Soprattutto e' rincarato il cosiddetto carrello della spesa, i prodotti acquistati quotidianamente, dal cibo ai carburanti, in aumento del 4,3%, sempre ai massimi da quattro anni. A spingere i listini durante tutto l'anno hanno contribuito oltre al comparto energetico, anche accise e Iva. Ma proprio negli ultimi mesi del 2012 la spinta arrivata dai principali responsabili dei rincari e' iniziata a indebolirsi, ormai in parte digerita dall'inflazione. Ecco che considerando solo dicembre il rialzo si ferma al 2,4%, ai livelli di febbraio 2011. Basti pensare che la benzina ha registrato la crescita tendenziale più bassa dal novembre del 2010 e il gasolio ha addirittura segnato l'incremento minore dal dicembre del 2009.

Il termometro dell'Istat, quindi, ha segnato per i prezzi temperature piu' alte nei primi nove mesi dell'anno e decisamente piu' fredde per la conclusione del 2012, con una forchetta che e' arrivata a coprire quasi un punto percentuale...

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20 dicembre 2012

Natale: il 64% delle famiglie italiane riduce gli sprechi alimentari

La crisi riduce gli sprechi sulle tavole delle feste e inverte la tendenza "sciupona" degli italiani. Quest'anno, complici il calo di potere d'acquisto e reddito disponibile da un lato e l'aumento degli oneri fiscali dall'altro, due famiglie su tre hanno cambiato le proprie abitudini in cucina, comprando con più oculatezza, ma soprattutto "riciclando" gli avanzi evitando la pattumiera. Un trend che coinvolgerà anche Natale e Capodanno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che si tratta di un fenomeno positivo in un Paese come il nostro dove ogni anno finiscono nel bidone della spazzatura dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di cibo, pari a poco meno di 40 miliardi di euro, vale a dire il 2,4 per cento del Pil.

Di fatto -ricorda la Cia- gli sprechi maggiori si concentrano proprio durante le feste, Natale e Pasqua in testa, quando si arriva a buttare fino a un terzo del cibo acquistato, in particolare latticini, uova e carne (43 per cento), seguiti da pane (22 per cento), ortofrutta (19 per cento), pasta (4 per cento) e dolci (3 per cento). Solo l'anno scorso, tra il 24 dicembre e l'Epifania, sono finite nei cassonetti 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, più di 50 euro a famiglia.
Ma quest'anno la situazione sarà ben diversa...

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19 dicembre 2012

Italia leader mondiale nei prodotti Dop e Igp

Al primo posto il Parmigiano Reggiano Dop seguito da Grana Padano Dop e Aceto Balsamico di Modena Igp

I prodotti alimentari Dop e Igp sfiorano i 12 miliardi di fatturato al consumo, in crescita del 5,3% con un volume di quasi 1,3 milioni di tonnellate. L'Italia mantiene quindi la leadership mondiale del comparto con 248 prodotti iscritti nel registro Ue, su un totale di 1.137, di cui 154 Dop, 92 Igp e 2 Stg. Questi i numeri che emergono dal decimo Rapporto Qualivita-Ismea 2012 che fotografa il sistema italiano delle produzioni agroalimentari di qualita' certificata che interessa 84 mila aziende. La classifica delle performance economiche vede al primo posto il Parmigiano Reggiano Dop, soprattutto per il fatturato al consumo che, con 2,29 miliardi, ha fatto registrare una crescita del 15% rispetto all'anno precedente, mentre ottiene il secondo posto nelle graduatorie del fatturato alla produzione sul territorio nazionale, con 922 milioni (+19%) e da export, con 435 milioni (+12,4%).

Il Grana Padano Dop si colloca in seconda posizione. Nel 2011 ha visto una crescita dei fatturati alla produzione (+21%) e al consumo (+7%) pari a 1,49 miliardi; cala il fatturato da export (-2,3%) che pero' non inficia il sempre ottimo risultato (450 milioni).
L'Aceto Balsamico di Modena Igp, secondo a pari merito con...

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