I conti degli italiani segnano profondo rosso. Anche nel secondo trimestre dell'anno il potere d'acquisto delle famiglie continua a diminuire, toccando i minimi dal 2000, e nello stesso tempo crolla ai livelli del 1999 la propensione al risparmio. E' la conseguenza di una crisi che continua a mordere e che si abbatte come un macigno sui consumi, prima di tutto quelli alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il rapporto diffuso dall'Istat.
Tra aprile e giugno, infatti, la voce "cibo e bevande" ha registrato un calo drastico tendenziale del 4,5 per cento in quantità e dell'1,1 per cento in valore. Questo vuol dire che la situazione è giunta al limite -osserva la Cia-. Gli italiani sono sottoposti al fuoco incrociato degli aumenti del carico fiscale e delle tariffe energetiche, mentre cala il reddito disponibile. Una congiuntura che oggi due famiglie su tre possono affrontare solo con tagli radicali alla spesa, compresa quella per la tavola.
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12 ottobre 2012
24 maggio 2011
Continua il calo dei consumi domestici. Meno frutta, carne e formaggi sulle tavole degli italiani
Il "caro-benzina" spinge in alto l'inflazione ad aprile e pesa come un fardello sugli agricoltori, aumentando sensibilmente i costi di produzione per le imprese. Nonostante questo, nel corso del mese i prezzi degli alimentari hanno cominciato a "raffreddarsi", rimanendo invariati rispetto a marzo. I prodotti non lavorati sono addirittura diminuiti dello 0,5 per cento sul piano congiunturale, principalmente grazie alle performance di vegetali e frutta fresca, calati rispettivamente del 4,8 per cento e dell'1 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall'Istat...
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29 marzo 2011
Istat: tavole sempre più "povere". A gennaio vanno giù anche i discount
Gli italiani continuano a tirare la cinghia, risparmiando ancora una volta sulla tavola. Il 2010 è stato già un anno negativo per i consumi domestici, eppure il 2011 si è aperto ancora peggio: le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dello 0,5 per cento rispetto a dicembre e dell'1,2 per cento nel confronto con lo stesso mese dell'anno precedente. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall'Istat sul commercio fisso al dettaglio.
Ciò che desta più allarme però - osserva la Cia - è il calo indistinto degli acquisti a prescindere dal canale di vendita. Nel 2010 le famiglie italiane si erano rivolte aidiscount abbandonando le botteghe di quartiere e i "classici" supermercatipur di risparmiare qualcosa sul carrello della spesa. Così il dettaglio tradizionale aveva perso nell'anno il 5,7 per cento rispetto al 2009 e iper e supermercati un più lieve 1,1 per cento, mentre discount e liberi servizi erano volati rispettivamente dell'1,4 per cento e del 6 per cento. A gennaio invece il crollo è generale: perdono le imprese operanti su piccole superfici (meno 1,5 per cento), gli ipermercati (meno 2,7 per cento), i supermercati (meno 1,4 per cento), ma soprattutto cedono il passo anche i discount. Segnando per la prima volta "rosso", con un meno 0,6 per cento.
Questo vuol dire che la gente semplicemente non compra - spiega la Cia - e che, rispetto a dodici mesi, fa la situazione non è affatto migliorata. Anzi, la percezione sulla situazione economica resta negativa e, di conseguenza, gli italiani continuano a "tagliare" su tutto, anche sul cibo.
Questo vuol dire che la gente semplicemente non compra - spiega la Cia - e che, rispetto a dodici mesi, fa la situazione non è affatto migliorata. Anzi, la percezione sulla situazione economica resta negativa e, di conseguenza, gli italiani continuano a "tagliare" su tutto, anche sul cibo.
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