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5 marzo 2013

Crisi: l'agroalimentare "made in Italy" è ormai terra di conquista.

L'agroalimentare italiano è sempre più terra di conquista straniera. Negli ultimi anni sono passati oltre confine marchi storici del nostro Paese: dalla Parmalat alla Bertolli, dalla Buitoni alla Perugina, dalla Galbani alla Carapelli, dall'Invernizzi alla Locatelli, alla Cademartori. E così le multinazionali finiscono per mettere mano su un patrimonio di 210 miliardi di euro l'anno. E' quanto denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento della Relazione dei servizi segreti al Parlamento che evidenzia il rafforzamento, soprattutto a causa della difficile congiuntura che sta vivendo il nostro sistema economico-produttivo, dell'azione "aggressiva di gruppi esteri" che puntano a acquisire "patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali", nonché ''marchi storici del "made in Italy", a detrimento della competitività delle nostre imprese strategiche".

D'altra parte, proprio la crisi economica -afferma la Cia- rende più vulnerabili le nostre imprese agroalimentari che sono così prese di mira da gruppi stranieri che mettono in atto particolari manovre di acquisizione per scippare dei marchi e conquistare sempre più spazio nel settore. E i danni sono evidenti soprattutto per i nostri agricoltori, che vedono ridurre le vendite in quanto l'approvvigionamento di queste società è rivolto ad altri mercati. In questo modo il "made in Italy" s'impoverisce, visto che ormai le multinazionali controllano oltre il 70 per cento dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole. La Relazione dei servizi segreti -aggiunge la Cia- ha messo il dito nella piaga, evidenziando una situazione sempre più difficile che ora la crisi economica rischia di far divenire drammatica...

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12 dicembre 2011

A Natale 7,5 milioni di famiglie italiane scelgono i dolci artigianali

I dolci delle feste sono made in Italy e rigorosamente artigianali per 7,468 milioni di famiglie. I consumi di specialita' tradizionali crescono infatti in Italia, e anche all'estero, dove dall'inizio dell'anno le esportazioni sono aumentate dell'8,6%. E' quanto emerge dall'Osservatorio Ispo-Confartigianato. La preferenza del 30% della popolazione per i dolci natalizi delle 42.633 pasticcerie e panifici artigiani e' dovuta a una serie di ragioni; dalla tradizione alla freschezza, dalla qualita' delle materie prime alla cura della lavorazione. Gli italiani piu' golosi si trovano in Lombardia, con 1.300.601 famiglie che non rinunciano al pasticcere di fiducia, e 443.906 famiglie solo a Milano. Seguono la Campania (695.360 famiglie) e la Sicilia (664.394 famiglie), tra le Regioni. Roma (438.799) e Napoli (356.224) tra le Province.

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6 dicembre 2011

Niente champagne o caviale a Natale. Mario Monti: "Chi compra prodotti italiani sostiene il Paese"

''Pensiamo in queste settimane che precedono le festivita' natalizie - ha detto il Presidente del Consiglio Mario Monti - che quando si acquista un bene o un manufatto prodotto in Italia, non solo si sceglie la qualita' delle conoscenze e delle esperienze che in esso sono racchiuse, ma si contribuisce a tenere in vita aziende e a sostenere posti di lavoro sul nostro territorio''.

Il messaggio del premier arriva, secondo la Coldiretti, a dei cittadini molto sensibili sul tema delle produzioni nazionali, soprattutto se si tratta di specialita' alimentari. Il 73% degli italiani, infatti, dichiara l'intenzione di acquistare per Natale prodotti made in Italy secondo l'indagine 'Xmas Survey 2011' di Deloitte. E il ''patriottismo'' italiano nelle scelte di consumo e' molto piu' elevato di quello medio dei cittadini europei, che solo nel 60% dei casi per Natale scelgono prodotti del loro paese. Secondo la Coldiretti la preferenza degli italiani per il made in Italy e' giustificata dalla qualita' e dalla sicurezza dei prodotti nazionali, visto che in Italia si trova, per esempio, un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione (oltre un milione di ettari). Inoltre ci sono 233 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Ue, 4.606 specialita' tradizionali censite dalle Regioni e 517 vini Doc e Docg e Igt.

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11 luglio 2011

Stop al falso abbacchio Made in Italy ma non a prosciutti, salami e formaggi taroccati

"L'estensione dell'obbligo di etichettatura di origine, già previsto in tutta Europa per la carne bovina, ad altre carni (maiale, pollame, agnello e capra) è un primo passo importante; va però al più presto esteso anche alle carni e al latte utilizzati in, come prosciutti, salami e formaggi dove più spesso si verifica l'inganno del falso Made in Italy". E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento all'adozione da parte del Parlamento Europeo, del regolamento sulle informazioni alimentari ai consumatori. 
"In Italia - ha denunciato Marini - la metà delle mozzarelle e tre prosciutti su quattro sono ottenuti da latte e carne di animali allevati all'estero senza alcuna informazione per il consumatore. Per questo l'obbligo di indicazione di origine deve essere esteso oltre che alla carne di coniglio e al latte ora esclusi, anche per il latte e la carne utilizzati negli alimenti trasformati, per i quali è stato invece concordato di posticiparne di tre anni l'eventuale applicazione, in attesa di una valutazione d'impatto da parte della Commissione."



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4 luglio 2011

Oltre mille ristoranti in tutto il mondo sognano il marchio 'Ospitalita' Italiana'

Più' di 1.000 chef in tutto il mondo desiderano fregiarsi del marchio 'Ospitalita' Italiana', lanciato lo scorso anno da Unioncamere con la collaborazione di diversi ministeri e delle Camere di commercio italiane all'estero. Ha raggiunto, infatti, quota 1.131, in un solo anno, il numero di ristoranti italiani in 41 paesi esteri che si sono candidati a ricevere il riconoscimento. Otto di questi campioni del Made in Italy a tavola'' sono stati premiati a Bruxelles dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e da quello della Camera di Commercio Belgo-italiana, Fabio Morvilli. Gli otto ristoranti italiani premiati in Belgio hanno superato l'attenta valutazione di un comitato di esperti. Per raggiungere l'obiettivo gli esercenti, spiega Unioncamere, ''devono dimostrare di rispettare un dettagliato regolamento'' e ''sottoporsi, successivamente, a periodici controlli diretti a verificare la sussistenza delle condizioni che hanno portato alla consegna del marchio''.


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14 dicembre 2010

Prodotti alimentari Made in Italy in aumento sulle tavole delle festività di tutto il mondo

Con un aumento del 10 per cento vola il Made in Italy alimentare sulle tavole delle festività di tutto il mondo con l'export di vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi, salumi e pasta che questo Natale toccherà i 2,2 miliardi di euro. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare il grande successo nel mese delle feste natalizie dei prodotti alimentari italiani all'estero dove nonostante la crisi cresce la domanda di prodotti tipici nazionali da regalare a se stessi a agli altri.
A guidare la classifica di questo Natale è senza dubbio lo spumante italiano che all'estero fa segnare un aumento record del 21 per cento nelle spedizioni. Un successo che - sottolinea la Coldiretti - è il frutto della forte crescita in Germania (+10 per cento) che è il principale importatore, seguito dagli Stati Uniti (+15 per cento) e dal Regno Unito (+ 30 per cento). Tra i nuovi clienti del Made in Italy si fa luce la Russia che si classifica al quarto posto con un aumento record del 200 per cento e il Giappone che rimane però sostanzialmente stabile, sulla base di una analisi della Coldiretti relativa agli andamenti registrati nei primi otto mesi del 2010. Complessivamente - sostiene la Coldiretti - si stima che saranno circa 150 milioni le bottiglie si spumante Made in Italy consumate all'estero nel 2010 su una produzione complessiva di circa 340 milioni...

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30 dicembre 2009

Zaia ringrazia i consumatori che hanno scelto prodotti italiani per la spesa di Natale


"Voglio dire grazie a tutti i consumatori, che anche quest'anno hanno scelto la tradizione e i prodotti del made in Italy agroalimentare. E voglio invitare tutti, ancora una volta, a comprare e consumare italiano. Sono molto soddisfatto che un numero sempre crescente di famiglie dimostri di prediligere territorialità e stagionalità dei prodotti acquistati; caratteristiche, queste, che oltre a costituire un fattore di risparmio sulla spesa di tutti i giorni, sono anche garanzia di gusto e salubrità dei cibi che arrivano sulle nostre tavole".

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, a proposito dei consumi alimentari di queste festività. La tavola delle famiglie italiane è stata imbandita con prodotti rigorosamente made in Italy. "Lo scorso anno - ha proseguito Zaia - avevo lanciato un appello perchè all'ananas e ai prodotti tropicali si preferissero i prodotti di prossimità, di stagione. Il mio appello ha sortito il suo effetto. Sono felice di constatare che anche quest'anno i cittadini - consumatori abbiano scelto di aiutare i nostri agricoltori, le nostre imprese, quanti lavorano tutto l'anno per garantirci cibi sani, sicuri e gustosi e per fare grande l'immagine del made in Italy nel mondo. Come fanno le nostre aziende vitivinicole, protagoniste quest'anno di ‘Brindo Italiano', l'iniziativa che ho promosso e sostenuto e che, dal 18 dicembre, mette in scena, nelle trasmissioni di tutte le maggiori emittenti nazionali e regionali, i nostri vini spumante".

Le bottiglie di "Brindo Italiano", delle magnum da tre litri, sono state preparate dai Consorzi aderenti all'inizitiva e sono riconoscibili dalle etichette recanti il nome del vino e il logo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. "Brindiamo italiano anche a Capodanno: diamo una mano alle nostre imprese e alla nostra economia - ha concluso Zaia - acquistando vini di grande pregio e qualità, ognuno dei quali racconta, in un bicchiere, la storia e la tradizione di un territorio".